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Bernanke, crisi subprime non finita: arriva la super-Fed
Il Sole 24Ore: finanza, economia, esteri, valute, borsa e fisco

Ben Bernanke, prendendo atto che la crisi ancora scuote economia e borse, ha dichiarato guerra ai mutui facili, che hanno intrappolato i consumatori. E ha chiesto crescenti poteri per la Federal Reserve sulle istituzioni finanziarie, a loro volta bruciate dalle perdite sul mercato del credito.
Inoltre il Segretario al Tesoro Henry Paulson ha indicato che l'uso dei covered bond,molto diffusi in Europa, potrebbe aiutare il mercato immobiliare americano. In particolare questi bond, titoli garantiti da un pool di mutui residenziali che restano nel bilancio della società emittente, potrebbero migliorare la disponibilità di finanziamenti per i mutui in una fase tutt'ora di crisi.Il ministro ha detto di essere al lavoro con altre autorità.

Il chairman della Fed, parlando ad un convegno in Virginia, ha annunciato che dalla prossima settimana la Banca centrale metterà nero su bianco nuove regole per limitare le pratiche più aggressive sui prestiti immobiliari, a cominciare dal segmento più a rischio dei subprime.
Non basta: Bernanke ha invocato un rafforzamento del ruolo della Banca Centrale, nei panni di "poliziotto" delle società finanziarie con una nuova autorità per far scattare controlli e raccolta di informazioni sancita dalla legge. «Una forte supervisione delle holding è essenziale –ha dichiarato – E, a mio parere, il Congresso dovrebbe considerare un consolidamento dei controlli, garantendo l'autorità per stabilire standard di capitale, di liquidità e di gestione del rischio».

Il Segretario al Tesoro Henry Paulson, a sua volta presente ieri, nei mesi scorsi aveva delineato una riforma volta a unire sotto l'ombrello Fed compiti ora distribuiti tra diversi enti. E lunedì la Fed ha firmato un accordo di stretta cooperazione con la Sec.

«Le difficoltà nel settore finanziario continuano ha detto Bernanke Non è troppo presto per pensare ai passi da compiere per ridurre incidenza e gravità di crisi future». La missione deve essere «quella di rendere il sistema finanziario capace di superare futuri shock». Ma anche - e non meno - quella di «ridurre le circostanze nelle quali preoccupazioni di stabilità del sistema possano far scattare interventi governativi »: occorre cioè, ha aggiunto, «mitigare il moral hazard e il problema del too big to fail, troppo grande per fallire. Grandi salvataggi pubblici, infatti, hanno un prezzo elevato: minacciano di incoraggiare comportamenti irresponsabili, perché gli investitori si sentono sicuri di un'azione del governo in caso di debacle. Una critica che ha sfiorato lo stesso Bernanke: nel mirino è finita l'azione orchestrata con JP Morgan per impedire il crack della banca d'investimento Bear Stearns.

Bernanke ha anche fatto balenare, nell'immediato, l'estensione di uno straordinario strumento di prevenzione di nuovi tracolli adottato dopo l'odissea di Bear Stearns: la Fed potrebbe continuare il programma d'emergenza che offre fondi alle società di Wall Street, in passato escluse da simili privilegi riservati alle ben più regolamentate banche commerciali. Anziché scadere a settembre, il programma rimarrebbe in vigore durante il 2009.

La Banca centrale resta in guardia contro nuove spirali di crisi, un allarme aggravato lunedì dalle brusche flessioni in Borsa dei colossi dei mutui
Fannie Mae e Freddie Mac per paura che abbiano in serbo altre perdite. «Monitoriamo da vicino gli sviluppi sui mercati finanziari ha assicurato Bernanke E stiamo considerando diverse opzioni, tra cui l'estensione dei nostri programmi per i primary dealer», le grandi firme dell'alta finanza.

Il chairman non ha invece affrontato un altro dilemma davanti alla Fed, quello di politica monetaria: ha sospeso il mese scorso i tagli dei tassi di interesse, citando l'avanzata di pressioni inflazionistiche, ma la bufera su mercati ed economica potrebbe allontanare ipotesi di rialzo del costo del denaro. Bernanke, sul fronte delle riforme nella finanza, ha rivendicato i progressivi passi della Banca centrale per portare trasparenza e stabilità anche negli angoli più oscuri dei mercati. Tra questi si contano piani volti a migliorare le attività di clearing e settling per complessi titoli derivati, quali i credit default swap. «L'infrastruttura e la gestione di questi derivati non è ancora efficiente e affidabile come quella di mercati più maturi», ha detto.

ID: 41493
Autore: Marco Valsania, Il Sole24Ore
Data di Pubblicazione: Gi., 09/07/08
   
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Articolo sul IlSole24Ore.com
 

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