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IL PARLAMENTO EUROPEO HA APPROVATO LA NUOVA DIRETTIVA SUL CREDITO AL CONSUMO - (Cieco che guida un cieco)
Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sul credito al consumo. Ora essa tornerá al Consiglio solamente per essere formalmente approvata.

IMPOSTE SULL’ESTINZIONE ANTICIPATA

I deputati socialisti del Parlamento nonché le associazioni dei consumatori hanno ottenuto mezza vittoria per quanto riguarda le imposte sull’estinzione anticipata.

Si, in futuro avremo queste imposte. Sbarazzarsi del proprio debito sará una cosa costosa probabilmente un profitto per la banca.

Ma a questa imposta verrá fissato un tetto in un doppio modo, cosicché saranno evitati prezzi usurari nei Paesi in cui si ha un forte movimento dei consumatori.

Questo potrebbe tuttavia non essere effettivo in Germania. La sua attuale giurisprudenza suppone per i mutui ipotecari che il danno subito dalle banche tedesche in caso di estinzione anticipata sia di sette volte piú alto che negli altri Paesi. Questa regola potrebbe ora essere applicata al credito al consumo dove fino ad ora le imposte per l’estinzione anticipata non erano permesse.
Ma d’altra parte la direttiva prescrive i metodi per calcolare il danno. Ció potrebbe modificare la giurisprudenza tedesca.

In un suo comunicato stampa il Parlamento scrive:

“La direttiva permette agli Stati Membri di prevedere che il creditore possa eccezionalmente pretendere un indennizzo piú elevato. Ció potrebbe accadere se la banca puó provare che la perdita sostenuta a causa dell’estinzione anticipata é superiore all’importo massimo di base previsto nella direttiva. Il metodo “armonizzato” per calcolare tale perdita é dato nel testo”

COPERTURA: Ora i contratti di credito fino a 75.000 € saranno coperti.

MASSIMA ARMONIZZAZIONE: Mentre non siamo riusciti a bloccare questa centralizzazione molte scappatoie sono state tagliate in questa cornice di una emergente Federazione degli Stati Uniti d’Europa. Abbiamo proposto una stadardizzazione di aspetto e forme. Infatti un modulo unificato per fornire le informazioni richieste sará un progresso, ma il sovraccarico di informazioni é discutibile, in quanto non si preoccupa delle diversitá culturali, ne dei diversi livelli di sviluppo del credito al consumo, né dei diversi attori in questo settore.

LINGUAGGIO LEGALE CONTRO LINGUAGGIO ECONOMICO: Mentre la direttiva utilizza per lo piú un linguaggio economico per quanto riguarda leasing e rivelazione dei tassi di interesse , si avvale invece di un linguaggio puramente giuridico che presuppone che il fornitore sia capace di definire cosa sia coperto.

INDICE SINTETICO DI COSTO (ISC): Uno dei piú evidenti fallimenti della direttiva é il fatto che il vecchio e il nuovo ISC riguarderá in futuro solamente un piccola parte del costo del credito ed inviterá le banche a in gannare i consumatori trasferendo interessi in prodotti allegati o cercando di mantenere tali prezzi fino al momento in cui il consumatore puó passare ad un altro fornitore.

Piú della metá dei crediti al consumo é collegata a qualche tipo di assicurazione a prezzo elevato. I premi pagati per l’assicurazione tornano alle banche in forma di provvigione kick-back ammonta a piú del 50%. Si tratta infatti di interessi nascosti, ma la nuova direttiva sosterrá questa frode. Basta scrivere che il consumatore non era obbligato ad acquistarla. (questo é peró un anacronismo in quanto la firma del consumatore crea giá legalmente le obbligazioni).

CREDITO A TASSO VARIABILE: La nuova direttiva ignora ció che il governo americano vede come il nucleo della crisi del suprime credito a tasso variabile dove i clienti vengono attirati in un contratto di credito con pagamento basso per il primo anno e che poi viene lasciato in balia del fornitore.

CARTA DI CREDITO ha un regime leggero. Esso é in gran parte favorito dalla direttiva, i mutui ipotecari sono esclusi, anche quelli che sono utilizzati a fini di consumo.

VALUTAZIONE PRELIMINARE

Nell’insieme la lotta non é stata vana. Potevamo contribuire a mantenere alcune diversitá e opzioni. Si é trattato di una battaglia in difesa dei consumatori e non come la stampa dice di affrontare i loro problemi con un crescente mercato di credito inadatto, eccessivo, irresponsabile e inutile.

Ci concentreremo ora sul processo di implementazione nazionale e aiuteremo ogni stato a sviluppare qualcosa che si avvicini ai sette principi per un credito responsabile.

Ora gli stati membri hanno la possibilitá di mostrare che la corsa iniziata verso il basso nella protezione del consumatore non avverrá. Monitoreremo attentamente le diverse soluzioni che ogni Stato Membro adotterá ed in futuro eleggeremo il Paese che piú si distingurá per un credito responsabile.

La prossima conferenza dell’ ECRC permetterá uno scambio di informazioni.

Il deputato membro del “UK Indipendence Party che abbiamo citato nell’intestazione e la cui visione di un Regno Unito al di fuori dell’Europa non condividiamo, é dell’idea che l’Unione Europea sia incapace di capire cosa sia megliore per i diversi Stati Membri.

Questo problema non ci riguarda, ma e´comunque vero che il cieco guida il cieco. Pensiamo che questa direttiva sia cieca nei confronti dei consumatori sovraindebitati appena al di fuori del palazzo del Parlamento a Bruxelles. È inoltre cieco dal punto di vista sociale e con riguardo a ció che accade nel mercato del credito con una rivelazione dei prezzi, vendita di crediti, flipping, rifinanziamento, imposte e pratiche con prestiti non performanti e prodotti che tentado i consumatori li portano al sovraindebitamento.

Probabilmente l’Europa imparerá che ci aspettiamo di piú da Bruxelles che delle generali condizioni di creditoche anche una banca media sarebbe incline a creare.

ID: 40934
Autore: iff
Data di Pubblicazione: Gi., 14/02/08
   
URL(s):

Press Release of the European Parliament with Main Points of the Directive
 

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