| Associazioni dei consumatori e orgaizzazioni sociali protestano contro l´ultima mossa del Parlamento Europeo sulla direttiva sul credito al consumo. |
La Coalizione Europea per il Credito Responsabile (ECRC) e il suo partner iff chiedono in occasione della decisione del Parlamento Europeo di approvare una nuova direttiva sul credito al consumo, di respingere la riduzione della protezione dei consumatori all´interno dell´UE e considerati i massicci problemi nel rilascio di credito e di indebitamento dei consumatori l´osservanza di uno standard minimo per il rilascio di un credito responsabile.
Associazioni dei consumatori e organizzazioni sociali protestano nell´ambito dell´ECRC contro l´ultima mossa del Parlamento Europeo sulla direttiva sul credito al consumo:
il timore di una riduzione del livello di protezione dei consumatori si basa su una esposizione dell´attuale proposta di direttiva di credito al consumo per mezzo del relatore del Parlamento Europeo, nella quale:
- un importante settore della coesione sociale e familiari e della portezione dei consumatori all´interno dell´Unione Europea é colpito a causa dell´indebitamento, dell´usura e della mancante idea di proprie finanze come consumatore,
- viene ridotto l´attuale “alto livello di protezione del consumatore”, cosí come definito nell´Art. 95 del Trattato sull´Unione Europea, ad un “adeguato livello di protezione del consumatore”, che grava i consumatori di doveri, di ricercare da se le informazioni e scarica sui clienti la responsabilitá per i prodotti inappropriati,
- rimpiazza la protezione del consumatore a livello nazionale con il diritto europeo nella forma della massima armonizzazione del diritto e allo stesso tempo riduce le richieste minime – per esempio nel caso di pagamenti di risarcimento per l´estinzione anticipata del prestito – e allo stesso tempo mette sotto pressione i singoli Stati Membri,, a ridurre i singoli standard di rilascio del credito raggiunti, come per esempio l´obbligo di consultazione della banca dati sui debitori,
- viene ritirato l´obbligo fino ad ora previsto di un box informativo unitario per il consumatore cosí come l´obbligo di un piano di pagamento, che renda chiaro al consumatore il rimborso,
- viene ridotto il lasso di tempo in cui il consumatore puó revocare il contratto, qualora egli non venga informato correttamente o in maniera sufficiente,
- l´attule progetto indebolische il principio “un prezzo” per l´intero credito (interesse annuale effettivo), cosicché sia le provvigioni kick-back da imposte assicurative, cosí come i costi potranno essere nascosti anche in futuro attraverso deviazioni der ripagamento in prodotti di risparmio;
- la proposta liberalizza il diritto alla riscossione delle spese, indennizzi per il rifinanziamento, sovrattasse per l´estinzione anticipata del prestito; ció andrebbe soprattutto a sfavore dei consumatori piú deboli;
- vengono abbassati gli esistenti standar di protezione del consumatore, come per esempio nel caso delle sovattasse per l´estinzione anticipata del prestito, prestiti immobiliari, leasing, microcrediti, finanziamenti combinati, diritti di annullamento, doveri di informazione al momento di rilascio di garanzie;
- l´attuale progetto, infine, non é stato discusso in due letture consecutive dallo stesso Parlamento Europeo avente gli stessi deputati eletti.
L`ECRC richiede perció come minimo per la protezione del consumatore, che i seguenti punti vengano introdotti, prima che il progetto venga approvato dal Parlamento Europeo:
1. Rifiuto in toto dell´attuale progetto del relatore del Parlamento Europeo Kurt Lechner, in particolare per l´evidente abbassamento del livello di protezione del consumatore all´interno dell´Unione Europea, del concetto di “protezione del consumatore solo su richiesta”, dell´esclusione dei costi dall´indice sinteticodi costo, dell´omissione di un box informativo, cosí come dell´abbassamento dell´esistente standard di protezione del consumatore a livello europeo;
2. Rifiuto dell´armonizzazione totale e invece conversione in una comprensibile standardizzazione degli obblighi informativi, in cui rimanga ai i singoli Stati Membri spazio per una piú ampia difesa del consumatore in considerazione dell´obbligo di trasparenza (indicazione e pubblicazione delle opzioni utilizzate dai singoli Stati membri);
3. Introduzione di una coerente regolamentazione dell´indice sintetico di costo come “un prezzo” per il consumatore, che in particolare includa i costi dei servizi e delle assicurazioni, che il fornitore abbia allegato al prestito e con cui il fornitore del prestito si sia trattenuto il diritto di rifiutare il prestito ad un consumatore nel caso in cui quest´ultimo non voglia un prestito che comprenda questi servizi annessi,
4. Inclusione dei piccoli crediti tra i punti della direttiva europea, i quali molto spesso portano alla accettazione di crediti revolving con incontrollati rifinanziamenti come crediti da carte di credito e prestiti payday, cosí come contratti di leasing e simili, che vengono utilizzati dai consumatori al posto dei prestiti. |
| ID: |
40565 |
| Autore: |
iff |
| Data di Pubblicazione: |
Lu., 26/11/07 |
|
|
|
|
| | |
Recommended citation for this page: credito responsabile: Recherche. www.credito-responsabile.net/index.php?id=1997&tr=Hv&viewid=40565. Created: Lu., 26/11/07. Last changed: Lu., 26/11/07. Information concerning property and copy right of the content will be given by the Institut For Financial Services (IFF) on demand. A lack of explicit information on this web site does not imply any right for free usage of any content. |